Cozzo Olivo di Gela, la "pietra forata" al vaglio degli esperti: non è un 'calendario' artificiale (prima parte - relazione sugli orientamenti)!

Su invito del direttore regionale del Gruppo Archeologico d'Italia (GAI), giovedì 5 gennaio 2017 il presidente dell'Istituto di Archeoastronomia Sicilia, l'astrofisico Dott. Andrea Orlando, si è recato a Gela (CL) per svolgere il primo sopralluogo al sito di Cozzo Olivo, contrada che si trova a pochi chilometri dal centro cittadino.

Questa contrada è formata da una serie di collinette alla cui sommità insistono delle creste rocciose le cui caratteristiche geologiche verranno pubblicate a breve nel successivo post. La geologia in questa fase preliminare fornisce un contributo fondamentale per il proseguimento o meno dell'indagine archeoastronomica. Da un'analisi satellitare dell'area (figura 1) si nota immediatamente come tale sistema di creste rocciose segua una linea che possiede in maniera naturale un orientamento circa Nord/Est-Sud/Ovest (azimut in direzione Sud/Ovest di circa 210°).


Figura 1. Immagine satellitare delle creste rocciose di Cozzo Olivo. La linea colorata indica la direzione che seguono queste creste; il punto rosso indica la posizione della 'pietra forata', mentre la lettera A indica l'azimut calcolato utilizzando il tool di Google Earth.








Sulla cresta più a nord della formazione rocciosa è presente una pietra che possiede un foro (figura 2), e proprio questa roccia è stata protagonista della "scoperta" effettuata dalla sezione gelese del GAI a cui hanno dato ampio spazio numerose testate giornalistiche. Dall'esplorazione della pietra forata non è stata tuttavia evidenziata alcuna azione dell'uomo, quindi allo stato attuale si può affermare che il foro è stato prodotto, molto probabilmente, dall'azione erosiva degli agenti atmosferici (acqua e vento).

Figura 2. La 'pietra forata' presente sulla cresta nord di Cozzo Olivo.
E' stato inoltre rilevato come dalla 'pietra forata' l'orizzonte orientale non sia piatto, in quanto si osservano delle colline che cingono da est la piana di Gela. Tuttavia l'altezza della collina sulla quale si trova la pietra forata è pressoché la stessa delle colline situate all'orizzonte est. 


Detto ciò, sempre utilizzando i dati satellitari, ponendosi sulla collinetta posta immediatamente ad ovest della cresta nord, la direzione individuata dalla pietra forata fornisce un azimut di circa 118° (figura 3), valore angolare che si avvicina a quello dell'alba del Sole al solstizio d'inverno. Ed è proprio questo luogo che è stato utilizzato dagli autori della scoperta per realizzare alcuni scatti fotografici lo scorso 23 dicembre 2016 (figura 4). Si può tuttavia affermare che, con i dati acquisiti allo stato attuale, questo allineamento (collinetta ovest/cresta nord) è, molto probabilmente, casuale; come spesso accade quindi la Natura ha creato un luogo dal quale osservare un suggestivo fenomeno luminoso.

Figura 3. Azimut dell'allineamento naturale del sistema collinetta ovest/cresta nord.












Figura 4. Il fenomeno luminoso osservato all'alba del solstizio d'inverno dal gruppo della sezione GAI di Gela. A destra del foro si nota un'altra struttura circolare in parte crollata.

Bisogna anche considerare che durante il sopralluogo non è stato possibile andare a visitare la cima della collinetta utilizzata dagli 'scopritori' per osservare il fenomeno luminoso, né tantomeno l'altra localizzata quasi all'orizzonte occidentale. Studiare in maniera approfondita i luoghi di osservazione è di fondamentale importanza in questi casi, in quanto affinché sia verificato un allineamento è necessario che da tali luoghi di osservazione siano presenti i cosiddetti marcatori, ovvero degli indicatori sul terreno che attestino in qualche modo la frequentazione del sito per osservare il fenomeno luminoso in oggetto. 
Per fare un esempio, il famoso sito di Carnac (figura 5), in Bretagna, dove si trova uno dei 'calendari di pietra' più grandi al mondo, è formato da migliaia di menhir, dunque pietre lavorate e posizionate artificialmente dall'uomo, che venivano utilizzato fin dal Neolitico per avere informazioni sul ciclo lunare. Per osservare gli allineamenti di menhir sono stati trovati degli opportuni marcatori ben posizionati sul terreno.

Figura 5. Gli allineamenti di menhir del sito di Carnac, in Bretagna.


A completamento della ricognizione a Cozzo Olivo sono state visitate le altre tre creste rocciose, che si allungano in direzione Sud, dove sono presenti delle tombe a grotticella. La presenza della necropoli rupestre è evidenza di antropizzazione del luogo, quindi l'area è stata evidentemente frequentata nell'antichità. Sarà compito degli archeologi fornire ed acquisire dati utili a datare il sito archeologico.

In definitiva, allo stato attuale, NON è possibile confermare la valenza archeoastronomica della 'pietra forata' di Cozzo Olivo, pertanto dal nostro punto di vista appare fuorviante ed azzardato parlare di 'pietra calendario'. Si ribadisce quindi che si tratta di un allineamento naturale tra un luogo di osservazione scelto in maniera speculativa ed una pietra forata, con foro naturale. Questa relazione, insieme a quella geologica che verrà pubblicata a breve, saranno nei prossimi giorni inviate agli enti competenti, tra cui l'Assessorato ai BB.CC.AA. della Regione Siciliana, la Soprintendenza di Caltanissetta ed il Sindaco di Gela. Nel prossimo futuro se tali enti vorranno attivare un tavolo tecnico per portare avanti uno studio multidisciplinare metteremo a disposizione del gruppo di lavoro la nostra professionalità ed esperienza nel settore dell'astronomia culturale.

Commenti

  1. bella visione dl sole che si vede sorgere dal foro ,la natura è capricciosa sa fare tante cose belle che l'uomo nemmeno se le sogna

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  2. Tutto ok...è naturale che bisogna fare tutti gli accertamenti...bisogna trovare il mirino o che sia un Menhir o che sia una cima di una collina che collimi con la line retta dei raggi solari che passando nel foto tocchino poi il menhir stesso o la cima. Solo che, e lo dico per esperienza, visto che anch'io ho trovato mirini solari preistorici orientati al solstizio d'estate, trovo questa affermazione " Si ribadisce quindi che si tratta di un allineamento naturale tra un luogo di osservazione scelto in maniera speculativa ed una pietra forata, con foro naturale" troppo forte. Come fa Lei a dire che quel foro è naturale? Pensa che un foro nella roccia fatto dall'uomo nel neolitico o eneolitico si possano vedere segni di scalpellatura o tracce di punte? Non è proprio così. Parlo per esperienza ho trovato nella mia terra di Lunigiana (Nord Toscana) decine di reperti-rocce lavorati dall'uomo che pure sembrano naturali. L'uomo del tempo poi se trovava in natura qualcosa di utile...la sfruttava. ( si dice anche ora che l'occasione fa l'uomo ladro. A quel tempo una cima posizionata in un certo luogo in una certa maniera era naturale che venisse sfruttata per le proprie necessità. Anche il fatto che la Punta forata sia in un allineamento di rocce che ha un orientamento diverso dall'azimut al solstizio non dice proprio nulla. L'unica cosa che si può dire che quella punta forata è naturale e fa parte di una cresta. Tutto qui. Altra cosa che si può ricavare che la pietra non è un Masso trasportato e lavorato (Altrimenti non eravamo qui a parlarne..tutto era già definito). Quello che contesto è l'affermazione che il buco sia naturale...può essere che la natura abbia anche scavato la roccia in parte (ma non mi si parli di vento perché altrimenti le rocce dovrebbero essere arrotondate come quelle che sono in Sardegna.Cosa che non è). Io riterrei solo a vedere qualche foto che il buco è stato fatto o allargato dall'uomo, La posizione suffragherebbe che sia appunto un mirino solare o come si dice un calendario solare orientato al solstizio. Non è nemmeno condivisibile l'accostamento di questo mirino con Carnac....E' un paragone che nemmeno si deve fare. L'uomo ha costruito cose grandi e cose piccole e sempre per la medesima funzione... Ha eretto Menhirs di 25 metri e poi alzato migliaia di piccoli menirs alti poco più di un metro. Insomma questo articolo mi sembra che voglia strizzare l'occhio agli ambienti Accademici molto conservatori e gelosi se una cosa non viene da loro. Se dovessi dire la mia in maniera definitiva, solo guardando la foto presente in questo articolo, direi che è davvero un MIRINO SOLARE CON VALORE DI CALENDARIO, OPERA DEGLI ANTICHI ABITATORI DELL'ISOLA. Lo dice la posizione del sole sull'orizzonte e il suo sorgere, solo al solstizio d'invento nella forma a V che si crea fra la cresta della pietra forata e le colline sullo sfondo. (una caratteristica questa del sole al solstizio che nasce o tramonta nella forma a V che si ripete spesso).

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